martedì 2 marzo 2010

Intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud dal nostro candidato Sindaco Salvatore Vescio

Ida d'Ippolito, Roberto Molinaro, Francesco Grandinetti, Salvatore Vescio e Gianni Speranza. Questo l'ordine di comparizione dei candidati a sindaco sulle schede elettorali. Il sorteggio è avvenuto ieri a Palazzo Maddamme insieme a quello dell'ordine delle liste. Tra queste è stata esclusa quella della Fiamma Tricolore che non ha raggiunto le 200 firme utili per la presentazione delle candidature. E mentre nella coalizione di centrodestra viene a mancare una scheda, continua la polemica tra i candidati Vescio e d'Ippolito. Perchè ad essere tacciato come traditore non va giù. Nel pomeriggio per lui arriva la revoca da assessore provinciale (vedi articolo accanto). «Ida d'Ippolito ha inviato una nota in cui scrive sul caso Vescio che "le vicende di queste ore rappresentano il peggio della cattiva politica". Non credo di essere io a rappresentarla», risponde l'ex assessore. E sulla frase del candidato del Pdl secondo cui "la cattiva politica in queste ore ha mischiato le carte", Veschio chiede: «Quali carte? Avevamo preparato una lista civica messa a disposizione per essere collegata alle liste del Pdl. Ad onor di chiarezza venerdì sera ho contattato Luigi Muraca, segretario cittadino del Pdl, per prevedere un atto di apparentamento in previsione al fatto che la lista potesse essere consegnata all'indomani, ma mi è stata negata anche questa disponibilità con la giustificazione del "dispendio d'energie aggiuntive"». I problemi nascono dal fatto che il nome di Vescio si trova sulla lista delle elezioni regionali a sostegno del candidato di centrodestra Giuseppe Scopelliti, e invece al Comune lo stesso assessore provinciale è candidato a sindaco con una lista autonoma che non sostiene certamente d'Ippolito. Che domenica ha scritto: «La cattiva politica non fa chiarezza sui progetti e sulle politiche del territorio che si occupa solo di poltrone». Replica Vescio: «Non credo di essere io a rappresentare la cattiva politica, e le poltrone che ho ricoperto, se così possiamo dire, le ho conquistate con il consenso popolare degli elettori. Ho sempre conquistato il consenso con la buona politica: quella del fare. Altri, nonostante siano stati in politica per un arco di tempo ampio, si sono dimostrati inconcludenti. Sono loro la rappresentazione della "cattiva politica"». Scopelliti sconfessando Vescio parla di intese non rispettate. E lui risponde: «Non sono a conoscenza di nessun accordo intercorso per evitare la mia duplice candidatura. Se c'è qualcuno che può esibire un accordo scritto o indicarne il luogo ed i contenuti, sarei felice di conoscerlo». E continua: «Voglio ancora credere che Scopelliti sia male informato sui fatti. Mi sembra del tutto logico che, nel caso in cui i miei voti non siano graditi al presidente Scopelliti, chiederò agli elettori di non votarmi». Nessun tradimento dunque? «Il termine tradire», spiega il candidato sindaco, «significa mancare ad un dovere o ad un obbligo civile e morale, venir meno ad una fede. Nessun tradimento da parte mia in quanto nessun accordo è intercorso tra le parti per consentire l'inserimento nella lista Scopelliti Presidente. Se qualcuno può dimostrare il contrario lo faccia, mi indichi i contenuti di un accordo, esibisca un documento. Una cosa è certa: a me è stata chiesta l'adesione al Pdl non più tardi di 20-30 giorni fa e, al momento, s'era ipotizzata una candidatura nelle liste del Pdl, constatando poi invece una netta chiusura. Quindi non ritengo di essere un traditore. Di cosa? Qualcuno me lo indichi perchè non lo so». Sull'affermazione fatta sulla Gazzetta del Sud in cui Grandinetti ipotizza una coalizione con lui, Vescio dichiara: «Colgo l'occasione per ringraziare l'ingegnere Francesco Grandinetti per la solidarietà espressa pubblicamente ma, a scanso di equivoci, in questo momento sono lontano dal pensare a qualsiasi apparentamento non escludendo che il sottoscritto possa avere un numero di consensi tale per andare al ballottaggio. E' un problema che affronteremo nel momento opportuno».

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